SOSTENERE L’IMPATTO DI FLUSSI TURISTICI CRESCENTI

Trentino Marketing - Agenzia Territoriale d’Area e le APT delle Dolomiti di Brenta alleate per l’analisi approfondita e la gestione consapevole dei flussi turistici nei luoghi simbolo del territorio: Molveno, Tovel, Vallesinella, lago dei Caprioli. Questa mattina la presentazione del progetto per il Lago di Molveno

SOSTENERE L’IMPATTO DI FLUSSI TURISTICI CRESCENTI #1
SOSTENERE L’IMPATTO DI FLUSSI TURISTICI CRESCENTI #1
SOSTENERE L’IMPATTO DI FLUSSI TURISTICI CRESCENTI #2
SOSTENERE L’IMPATTO DI FLUSSI TURISTICI CRESCENTI #2
SOSTENERE L’IMPATTO DI FLUSSI TURISTICI CRESCENTI #3
SOSTENERE L’IMPATTO DI FLUSSI TURISTICI CRESCENTI #3

Qual è “il numero massimo di persone che possono frequentare una destinazione turistica nello stesso momento, senza causarne il degrado dell’ambiente fisico, economico e socio-culturale e la diminuzione della qualità della soddisfazione dei visitatori”?
Una domanda sempre più urgente, che prende a prestito la definizione che l’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) dà di “capacità di carico” di un territorio.
La risposta introduce un tema fondamentale e urgente: quello di limite. Un limite che è necessario introdurre, soprattutto quando il luogo in questione è talmente bello da attrarre flussi importanti di visitatori, ma altrettanto fragile da rischiare di essere compromesso, se non viene gestito.
L’Agenzia Territoriale delle Dolomiti di Brenta, articolazione organizzativa di Trentino Marketing che raggruppa le APT di Paganella, Madonna di Campiglio, Val di Sole e Val di Non, ha affrontato il tema, focalizzando l’analisi sulla capacità di carico di 4 hotspot particolarmente attrattivi e interessati da consistenti flussi turistici, soprattutto nel periodo estivo. Si tratta del Lago di Molveno, delle Cascate di Vallesinella, del Lago dei Caprioli e del Lago di Tovel. Quattro luoghi iconici, caratterizzati da un ecosistema particolarmente delicato, sui quali si è deciso di concentrare un’attività di analisi e sperimentazione, con l’obiettivo di studiarne i flussi per regolamentarli e gestirli, salvaguardando la vivibilità per i residenti e la qualità dell’esperienza per gli ospiti.
Il primo lavoro avviato riguarda il lago di Molveno, suggestivo specchio d’acqua ai piedi delle Dolomiti di Brenta e nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta che, per le sue caratteristiche, viene letteralmente preso d’assalto nei mesi estivi da migliaia di visitatori, tra ospiti stanziali, escursionisti e trentini in cerca del fresco, con i conseguenti possibili problemi di sovraffollamento, traffico, necessità di parcheggi.
L’incarico di studiare la situazione per arrivare alla definizione della capacità di carico per il Lago di Molveno è stato affidato a Terra Institute, azienda che da 12 anni lavora a fianco di territori, imprese e istituzioni di qualsiasi settore e dimensione per supportare la transizione ecologica e sostenibile. Al fine di attivare questi processi si avvale della collaborazione di Earthcheck, programma di certificazione ambientale e di benchmarking australiano che dal 1985 si occupa di sostenibilità.
I primi passi del lavoro sono stati presentati questa mattina presso Trentino Marketing dall’Assessore provinciale al Turismo Roberto Failoni, dall’Amministratore Delegato di Trentino Marketing Maurizio Rossini, dalla responsabile Area Agenzie Territoriali Giulia Dalla Palma, da Michele Viola e da Luca D’Angelo, presidente e direttore dell’APT Dolomiti Paganella, da Matteo Sartori, sindaco di Molveno e da Francesca Ierace di Terra Institute la società altoatesina che ha avviato il monitoraggio dei dati utili a definire la capacità di carico per l’area di Molveno.
“Quello che presentiamo oggi - ha spiegato aprendo l’incontro Luca D’Angelo direttore dell’APT Dolomiti Paganella - è il primo progetto che scaturisce dalle riflessioni emerse nel Dolomiti Future Lab nato sull’Altopiano già nel 2019. Un progetto specifico per il lago di Molveno e la sua comunità la cui parola chiave è la ricerca dell’equilibrio tra le persone che qui vivono e risiedono, le persone che visitano il territorio e l’ambiente. È un progetto di medio termine, oggi ne presentiamo una parte, ma ci sarà una fase ulteriore di analisi dei dati per giungere al momento delle scelte e dei cambiamenti, che potranno essere anche importanti, basati però su dati certi”.
“Grazie per il lavoro che avete fatto - ha detto l’assessore Roberto Failoni - e mi piace ricordare che è anche il primo a coinvolgere l’ATA Dolomiti di Brenta. Non amo molto la parola overtourism e oggi infatti parliamo di capacità di carico, guardando quindi in maniera diversa ad un problema che affigge il territorio in alcuni periodi dell’anno, ma soprattutto pensando alle possibili soluzioni. La parola chiave si chiama mobilità e un progetto in questo senso potrebbe essere di esempio per molte altre nostre realtà.”
“Tutti i luoghi belli attraggono - ha sottolineato Maurizio Rossini - e vogliono essere vissuti da tante persone. Il problema non è certo comunicarli, ma gestirli come qualcosa di molto prezioso. In questo equilibrio vanno individuate delle politiche, che nel caso del Trentino possono suonare anche nuove. Il successo di alcuni territori spinge oggi a riflettere su come garantire la qualità di vita in luoghi pregiati e belli e che proprio per questo attirano le persone. È importante che la frequentazione generi valore, sia per chi lo vive per poche ore, sia per chi lo vive tutto l’anno. E questo studio ci aiuta a darci un metodo e ad individuare le azioni prioritarie da portare avanti. Una sfida che va nella direzione di valorizzare questi luoghi tutto l’anno.“
La coordinatrice delle quattro ATA, Giulia Dalla Palma, ha quindi illustrato le finalità e i compiti dei nuovi soggetti, che si occupano per legge dello sviluppo dei prodotti turistici, della mobilità, della digitalizzazione e dell’analisi dei dati. Le ATA lavorano all’interno dei macrobiettivi del sistema turistico trentino e in particolare le belle stagioni e il miglioramento dell’esperienza della vacanza nell’alta stagione e con l’ATA Dolomiti di Brenta è emerso proprio questo come obiettivo principale. Il punto di partenza l’analisi dei dati, certi e precisi, dal punto di vista ambientale e dei carichi antropici. “Molveno - ha ricordato Giulia Dalla Palma - è un luogo delicato, va riorganizzato in alcuni periodi dell’anno, non ha in alcun modo problemi di degrado, anzi è un esempio di buona gestione e cura estetica, ma in prospettiva necessita di alcuni ragionamenti. Per questo ci siamo rivolti a Terra Institute per arrivare a definire la capacità di carico e successivamente vi sarà la collaborazione con Helios per migliorare l’aspetto della mobilità e dei parcheggi.”
Francesca Ierace di Terra Institute è quindi entrata nella metodologia utilizzata per la valutazione della capacità di carico del Lago di Molveno. “L’obiettivo che vogliamo perseguire - ha spiegato Francesca Ierace - è un equilibrio sostenibile della destinazione. La sostenibilità non è solo ambiente, ci sono le persone e c’è l’economia. E poi ci sono le esigenze dei visitatori, del sistema turismo e di chi a Molveno ci vive. E abbiamo tenuto conto di tutti questi aspetti. La capacità di carico sottende tutti questi parametri. Abbiamo quindi fatto una serie di analisi di dati, ma anche di sensazioni e percezioni, idee delle persone e a valutare i limiti di cambiamento accettabili (LCA) per la comunità. Un altro elemento di valutazione sono le soglie di sostenibilità, ovvero ciò che potrebbe essere accettabile dal punto di vista dei visitatori. Abbiamo quindi definito obiettivi e un perimetro.”

L’amministrazione comunale è uno dei principali e più convinti fautori del progetto consapevole dei rischi legati all’attrattività del “suo” lago, fortemente decisa a studiare a fondo la situazione e disponibile a scelte coraggiose pur di garantirne la miglior vivibilità, a beneficio degli abitanti e dei residenti temporanei, in primo luogo.“
Ci siamo sempre lamentati dell’eccesso di afflusso - ha ricordato il Sindaco Matteo Sartori - ma non siamo mai andati a fondo nello studio dei rimedi e dei numeri. La prossima estate sarà un’occasione importante per raccogliere il maggior numero di informazioni perché più dati avremo più saremo in grado di prendere soluzioni efficienti e razionali. Ci assumiamo anche delle responsabilità perché grazie a interlocutori competenti potremo sapere quali sono le criticità di Molveno e come si possono attenuare e poi prendere le iniziative per mitigarle.”
L’estate 2023 sarà ancora una stagione di raccolta informazioni e in particolare i dati di accesso alla zona spiaggia, attraverso dei contatori, dell’afflusso veicolare e della produzione di rifiuti. Con questi dati, già dall’estate 2023, si procederà alla messa a punto delle soluzioni tecniche per la gestione equilibrata dei flussi delle persone.
“Abbiamo parlato di capacità di carico - ha detto concludendo l’incontro il Presidente dell’APT Dolomiti Paganella Michele Viola-, ma aggiungo anche la nostra capacità di reazione. Le ATA sono operative da pochi mesi e in breve tempo e grazie al lavoro continuo del team ATA e di Dolomiti Paganella siamo arrivati a questo primo risultato. Senza il percorso avviato da Dolomiti Future Lab, che ha coinvolto la comunità, le amministrazioni, gli stakeholder, difficilmente saremmo riusciti ad arrivare qui. Stiamo individuando modelli reali ed esecutivi che porteranno miglioramenti alla comunità e ai nostri ospiti”.

(m.b.)



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