Trentodoc, il brindisi per ogni occasione

Tutti i segreti dello spumante metodo classico che nasce fra le Alpi e il Garda

Trentodoc è l’espressione diretta della terra che lo produce, il Trentino. Un territorio piccolo, ma dalla grande varietà climatica. Dal Garda, ancora mediterraneo, alle vette delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Solo le uve di questo territorio diventano lo spumante metodo classico che richiede anche 10 anni di maturazione e in cui le bollicine si creano naturalmente grazie alla rifermentazione in bottiglia.

Per fare un Trentodoc sono necessarie soprattutto tre cose: uve del territorio trentino appena raccolte e accuratamente selezionate, la bravura dell’enologo e tanta, tanta pazienza. Infatti, la maturazione richiede un minimo di 15 mesi e può raggiungere i 10 anni.

Trentodoc è uno spumante pregiato perché le caratteristiche territoriali, la varietà del clima e le altitudini tipiche del Trentino lo rendono diverso: un vero e proprio spumante di montagna, tra le più apprezzate bollicine d'Italia.

 

Il Disciplinare di Trentodoc impegna i produttori a rispettare parametri stringenti:

  • serietà nella coltivazione e attenta selezione delle uve
  • impiego di uve esclusivamente trentine
  • vitigni di origine Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot nero e/o Pinot meunier
  • metodo della rifermentazione in bottiglia
  • prolungato contatto con i lieviti e relativa maturazione.

Tuttavia, gli stessi produttori applicano regole ancora più restrittive, ad esempio circa la durata di permanenza sui lieviti che risulta ben più lunga di quanto previsto dai protocolli, al fine di ottenere un prodotto, annata dopo annata, sempre superiore.

Scopri l'elenco completo dei produttori e delle loro bottiglie su www.trentodoc.com.

 

 

Vivi l'esperienza del primo Trentodoc Festival

dal 7 al 9 ottobre a Trento e negli spumantifici del territorio
stappa
Vigneti di Civezzano - Vendemmia 2009

Prima fase: il vino base

Da selezionate uve Chardonnay, Pinot nero, Pinot bianco o Pinot menieur, dopo la prima fermentazione, si ottiene il vino fermo, base alla quale, una volta imbottigliato, vengono aggiunti lieviti e zuccheri che servono a innescare la seconda fermentazione.

Seconda fase: presa di spuma

Seconda fase: presa di spuma

È il processo attraverso cui si sviluppa l’anidride carbonica, cioè quella bollicina che è il risultato della seconda fermentazione, detta, appunto, “rifermentazione in bottiglia”, secondo il metodo classico dello spumante.

Terza fase: remuage

Terza fase: remuage

Le bottiglie vengono disposte su speciali cavalletti di legno (pupitres) che facilitano il corretto svolgimento del remuage, cioè la rotazione della bottiglia con una piccola scossa in modo che i residui si raccolgano nel collo.

Quarta fase: sboccatura o degorgement

Quarta fase: sboccatura o degorgement

È l’eliminazione dei residui dal collo della bottiglia. Si può fare al ghiaccio (à la glace), gelando il collo finché il tappo salta, oppure al volo (à la volée), stappando manualmente. Poi si rabbocca con vino di pregio e zuccheri: è qui che si cela il segreto di ogni produttore!

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Pubblicato il 22/08/2022