Punta Linke (m 3629 s.l.m.) Ortles-Cevedale – Pejo
Punta Linke è una cima di oltre 3.600 metri nel gruppo Ortles‑Cevedale, sopra la Val di Peio, dove oggi si visita uno dei luoghi della memoria più alti d’Europa dedicati alla Prima guerra mondiale. Qui il ghiaccio ha protetto per decenni baracche, gallerie, strumenti di lavoro e oggetti di uso quotidiano dei soldati impegnati sulla cosiddetta Guerra Bianca. Raggiungere Punta Linke significa camminare tra nevai e creste, affidandosi ai sentieri che salgono dal fondovalle verso il rifugio Vioz Mantova e il Monte Vioz. L’itinerario richiede buona preparazione fisica e attenzione alle condizioni del ghiacciaio, ma offre una visita diretta a un sito storico raro per quota e stato di conservazione.
Storia e descrizione
Punta Linke, a circa 3.630 metri, fu durante la Grande Guerra una delle postazioni austro‑ungariche più importanti dell’intero fronte. Nel 1917 divenne stazione di transito di una teleferica che collegava Cogolo di Peio con il crinale del Palon de la Mare, passando proprio per questa anticima del Monte Vioz. I materiali salivano dal fondovalle fino alla Punta, poi proseguivano sopra il ghiacciaio dei Forni verso le altre postazioni in quota.
Per proteggere uomini e impianti fu scavata una galleria nel ghiaccio e un’altra nel permafrost e nella roccia, mentre sul crinale sorsero baracche in legno, un’officina meccanica, il locale motore e una batteria d’artiglieria. Alla fine del conflitto tutto venne abbandonato. Il clima rigido ha però conservato strutture e reperti. Dal 2009 archeologi, restauratori, glaciologi e guide alpine hanno lavorato allo scavo e al recupero, fino all’apertura al pubblico del museo di Punta Linke nel 2014, con un percorso interno che restituisce gli ambienti quasi come allora.
Cosa vedere
Il museo di Punta Linke
Il cuore della visita è il museo all’aperto e in galleria che occupa la vecchia stazione della teleferica. Entrando nella baracca principale puoi osservare il motore diesel originale, nuovamente in sede e attivato oggi a scopo dimostrativo, insieme al banco dell’officina e agli utensili utilizzati per la manutenzione dell’impianto. Il percorso prosegue nel tunnel scavato in parte in roccia e in parte in permafrost, che consentiva ai soldati di muoversi al riparo lungo il crinale. Lungo le pareti e negli spazi di sosta si incontrano materiali recuperati dagli scavi: attrezzature da lavoro, elementi della teleferica, elmetti e oggetti quotidiani, disposti in modo da restituire il contesto originario.
Le gallerie e gli apprestamenti militari
Oltre alla baracca principale il sito conserva tratti di galleria, strutture di copertura e resti di palificazioni che raccontano l’organizzazione militare in alta quota. Una parte del percorso segue l’antica linea di servizio della teleferica, riconoscibile anche grazie ai pali telefonici ripristinati durante il progetto di restauro. Questi elementi servivano sia per le comunicazioni, sia come riferimento in caso di scarsa visibilità sul ghiacciaio. All’esterno sono stati ritrovati e studiati molti materiali mobili: rotoli di filo spinato, componenti dei carrelli, scudi, contenitori per alimenti. Alcuni reperti, come i copriscarponi in paglia di segale, mostrano i tentativi di adattarsi al freddo estremo con soluzioni semplici ma ingegnose.
Il collegamento con il rifugio Vioz Mantova
Punta Linke è strettamente legata al rifugio Vioz Mantova, che occupa il sito della storica Viozhütte inaugurata nel 1911. Durante la guerra il rifugio divenne comando di settore e punto di controllo per il tratto di fronte compreso tra il Vioz e il Ròsole. Oggi rappresenta un fondamentale punto d’appoggio per la salita: da qui si raggiunge prima la vetta del Monte Vioz e poi, con una breve traversata su nevaio, la Punta. Il rifugio ospita escursionisti, appassionati di storia e gruppi accompagnati dalle guide alpine, ed è spesso coinvolto nelle iniziative legate al progetto Punta Linke e alla valorizzazione della memoria della Guerra Bianca in Val di Peio.
Il paesaggio glaciale dell’Ortles‑Cevedale
La posizione di Punta Linke permette di osservare da vicino il paesaggio glaciale dell’Ortles‑Cevedale. Dalla sommità e lungo il percorso di visita si apre la vista sul ghiacciaio dei Forni, sul Palon de la Mare e sul sistema di cime che circondano la Val di Peio. Il tracciato che collega Monte Vioz e Punta Linke attraversa la vedretta del Vioz, oggi oggetto di studio da parte di glaciologi e ricercatori. Camminare qui significa incrociare i segni del cambiamento climatico: superfici di ghiaccio in ritiro, rocce affioranti, vecchie linee di innevamento. Il progetto di ricerca su Punta Linke integra infatti indagini archeologiche e glaciologiche, offrendo uno sguardo congiunto sulla storia militare e sull’evoluzione dell’ambiente d’alta quota.
Informazioni pratiche
Orari di apertura
Il sito museale di Punta Linke è aperto nel periodo estivo, indicativamente dalla prima domenica di luglio fino a inizio settembre, in relazione alle condizioni del ghiacciaio e alla gestione delle visite. Gli orari più recenti indicano un’apertura tutti i giorni dalle 11.00 alle 15.00, con ingresso gratuito o a offerta libera secondo le stagioni e i programmi in corso.
Gli orari possono variare: prima di organizzare l’escursione è consigliabile contattare il Museo di Pejo 1914‑1918 o il rifugio Vioz Mantova per conferma su giorni di apertura, modalità di visita guidata ed eventuali limitazioni legate al meteo.
Biglietti e prenotazioni
L’accesso al percorso interno del museo Punta Linke avviene generalmente senza biglietto a pagamento, con eventuale libera offerta sul posto. In alcune stagioni sono previste visite accompagnate da guide o iniziative didattiche per gruppi su prenotazione. Per informazioni aggiornate su visite guidate tematiche o attività per scuole e gruppi organizzati puoi rivolgerti al Museo “Pejo 1914‑1918. La guerra sulla porta” o consultare i canali informativi dedicati alla Grande Guerra in Val di Peio.
Come arrivare
Il raggiungimento di Punta Linke richiede un’escursione di alta montagna. Il punto di riferimento principale è Peio Fonti / Peio Paese, collegato da strada al fondovalle.
Dal fondovalle si procede così:
- con gli impianti di risalita da Peio Fonti si raggiungono Doss dei Cembri o Peio 3000, riducendo il dislivello a piedi;
- dal Doss dei Cembri (circa 2.300 m) si segue il sentiero SAT 105 che sale al rifugio Vioz Mantova con tratti ripidi e qualche breve passaggio attrezzato;
- dal rifugio si raggiunge la vetta del Monte Vioz e si traversa su nevaio fino al sito di Punta Linke, seguendo le indicazioni e, in stagione, la traccia predisposta;
- in alternativa, da Peio 3000 si scende nella Val della Mite e si intercetta il percorso che risale verso il Brich fino a congiungersi al sentiero 105.
Senza utilizzo degli impianti l’itinerario diventa molto lungo e richiede una preparazione elevata. In ogni caso è fondamentale verificare condizioni dei sentieri, situazione del ghiacciaio e previsioni meteo, rivolgendosi alle strutture locali o alle guide alpine.
Parcheggi e impianti di risalita
Per l’escursione a Punta Linke si utilizza in genere il parcheggio di Peio Fonti, punto di partenza per cabinovia e funivia. Da qui si sale:
- con la telecabina fino alla zona intermedia;
- con seggiovia o funivia verso Doss dei Cembri o Peio 3000, a seconda della combinazione in funzione.
Orari e aperture degli impianti variano tra giugno e settembre. È utile consultare in anticipo i siti ufficiali degli impianti della Val di Peio, soprattutto se desideri completare l’anello rientrando da Doss dei Cembri con la seggiovia. Nei periodi di maggior afflusso è consigliato arrivare la mattina presto per trovare posto e gestire con calma i tempi di salita e visita.