Punta Linke (m 3629 s.l.m.) Ortles-Cevedale – Pejo

Tra ghiacciai e gallerie, un museo in alta quota racconta la Guerra Bianca sul crinale del gruppo Ortles‑Cevedale
Punta Linke (m 3629 s.l.m.)  Ortles-Cevedale – Pejo #1
Punta Linke (m 3629 s.l.m.) Ortles-Cevedale – Pejo #1
Punta Linke (m 3629 s.l.m.)  Ortles-Cevedale – Pejo #2
Punta Linke (m 3629 s.l.m.) Ortles-Cevedale – Pejo #2
Punta Linke (m 3629 s.l.m.)  Ortles-Cevedale – Pejo #3
Punta Linke (m 3629 s.l.m.) Ortles-Cevedale – Pejo #3
Punta Linke (m 3629 s.l.m.)  Ortles-Cevedale – Pejo #4
Punta Linke (m 3629 s.l.m.) Ortles-Cevedale – Pejo #4
Punta Linke (m 3629 s.l.m.)  Ortles-Cevedale – Pejo #5
Punta Linke (m 3629 s.l.m.) Ortles-Cevedale – Pejo #5
Punta Linke (m 3629 s.l.m.)  Ortles-Cevedale – Pejo #6
Punta Linke (m 3629 s.l.m.) Ortles-Cevedale – Pejo #6
Punta Linke (m 3629 s.l.m.)  Ortles-Cevedale – Pejo #7
Punta Linke (m 3629 s.l.m.) Ortles-Cevedale – Pejo #7
Punta Linke (m 3629 s.l.m.)  Ortles-Cevedale – Pejo #8
Punta Linke (m 3629 s.l.m.) Ortles-Cevedale – Pejo #8

Punta Linke è una cima di oltre 3.600 metri nel gruppo Ortles‑Cevedale, sopra la Val di Peio, dove oggi si visita uno dei luoghi della memoria più alti d’Europa dedicati alla Prima guerra mondiale. Qui il ghiaccio ha protetto per decenni baracche, gallerie, strumenti di lavoro e oggetti di uso quotidiano dei soldati impegnati sulla cosiddetta Guerra Bianca. Raggiungere Punta Linke significa camminare tra nevai e creste, affidandosi ai sentieri che salgono dal fondovalle verso il rifugio Vioz Mantova e il Monte Vioz. L’itinerario richiede buona preparazione fisica e attenzione alle condizioni del ghiacciaio, ma offre una visita diretta a un sito storico raro per quota e stato di conservazione.

Storia e descrizione

Punta Linke, a circa 3.630 metri, fu durante la Grande Guerra una delle postazioni austro‑ungariche più importanti dell’intero fronte. Nel 1917 divenne stazione di transito di una teleferica che collegava Cogolo di Peio con il crinale del Palon de la Mare, passando proprio per questa anticima del Monte Vioz. I materiali salivano dal fondovalle fino alla Punta, poi proseguivano sopra il ghiacciaio dei Forni verso le altre postazioni in quota.

Per proteggere uomini e impianti fu scavata una galleria nel ghiaccio e un’altra nel permafrost e nella roccia, mentre sul crinale sorsero baracche in legno, un’officina meccanica, il locale motore e una batteria d’artiglieria. Alla fine del conflitto tutto venne abbandonato. Il clima rigido ha però conservato strutture e reperti. Dal 2009 archeologi, restauratori, glaciologi e guide alpine hanno lavorato allo scavo e al recupero, fino all’apertura al pubblico del museo di Punta Linke nel 2014, con un percorso interno che restituisce gli ambienti quasi come allora.

Cosa vedere

Il museo di Punta Linke

Il cuore della visita è il museo all’aperto e in galleria che occupa la vecchia stazione della teleferica. Entrando nella baracca principale puoi osservare il motore diesel originale, nuovamente in sede e attivato oggi a scopo dimostrativo, insieme al banco dell’officina e agli utensili utilizzati per la manutenzione dell’impianto. Il percorso prosegue nel tunnel scavato in parte in roccia e in parte in permafrost, che consentiva ai soldati di muoversi al riparo lungo il crinale. Lungo le pareti e negli spazi di sosta si incontrano materiali recuperati dagli scavi: attrezzature da lavoro, elementi della teleferica, elmetti e oggetti quotidiani, disposti in modo da restituire il contesto originario.

Le gallerie e gli apprestamenti militari

Oltre alla baracca principale il sito conserva tratti di galleria, strutture di copertura e resti di palificazioni che raccontano l’organizzazione militare in alta quota. Una parte del percorso segue l’antica linea di servizio della teleferica, riconoscibile anche grazie ai pali telefonici ripristinati durante il progetto di restauro. Questi elementi servivano sia per le comunicazioni, sia come riferimento in caso di scarsa visibilità sul ghiacciaio. All’esterno sono stati ritrovati e studiati molti materiali mobili: rotoli di filo spinato, componenti dei carrelli, scudi, contenitori per alimenti. Alcuni reperti, come i copriscarponi in paglia di segale, mostrano i tentativi di adattarsi al freddo estremo con soluzioni semplici ma ingegnose.

Il collegamento con il rifugio Vioz Mantova

Punta Linke è strettamente legata al rifugio Vioz Mantova, che occupa il sito della storica Viozhütte inaugurata nel 1911. Durante la guerra il rifugio divenne comando di settore e punto di controllo per il tratto di fronte compreso tra il Vioz e il Ròsole. Oggi rappresenta un fondamentale punto d’appoggio per la salita: da qui si raggiunge prima la vetta del Monte Vioz e poi, con una breve traversata su nevaio, la Punta. Il rifugio ospita escursionisti, appassionati di storia e gruppi accompagnati dalle guide alpine, ed è spesso coinvolto nelle iniziative legate al progetto Punta Linke e alla valorizzazione della memoria della Guerra Bianca in Val di Peio.

Il paesaggio glaciale dell’Ortles‑Cevedale

La posizione di Punta Linke permette di osservare da vicino il paesaggio glaciale dell’Ortles‑Cevedale. Dalla sommità e lungo il percorso di visita si apre la vista sul ghiacciaio dei Forni, sul Palon de la Mare e sul sistema di cime che circondano la Val di Peio. Il tracciato che collega Monte Vioz e Punta Linke attraversa la vedretta del Vioz, oggi oggetto di studio da parte di glaciologi e ricercatori. Camminare qui significa incrociare i segni del cambiamento climatico: superfici di ghiaccio in ritiro, rocce affioranti, vecchie linee di innevamento. Il progetto di ricerca su Punta Linke integra infatti indagini archeologiche e glaciologiche, offrendo uno sguardo congiunto sulla storia militare e sull’evoluzione dell’ambiente d’alta quota.

Informazioni pratiche

Orari di apertura

Il sito museale di Punta Linke è aperto nel periodo estivo, indicativamente dalla prima domenica di luglio fino a inizio settembre, in relazione alle condizioni del ghiacciaio e alla gestione delle visite. Gli orari più recenti indicano un’apertura tutti i giorni dalle 11.00 alle 15.00, con ingresso gratuito o a offerta libera secondo le stagioni e i programmi in corso.

Gli orari possono variare: prima di organizzare l’escursione è consigliabile contattare il Museo di Pejo 1914‑1918 o il rifugio Vioz Mantova per conferma su giorni di apertura, modalità di visita guidata ed eventuali limitazioni legate al meteo.

Biglietti e prenotazioni

L’accesso al percorso interno del museo Punta Linke avviene generalmente senza biglietto a pagamento, con eventuale libera offerta sul posto. In alcune stagioni sono previste visite accompagnate da guide o iniziative didattiche per gruppi su prenotazione. Per informazioni aggiornate su visite guidate tematiche o attività per scuole e gruppi organizzati puoi rivolgerti al Museo “Pejo 1914‑1918. La guerra sulla porta” o consultare i canali informativi dedicati alla Grande Guerra in Val di Peio.

Come arrivare

Il raggiungimento di Punta Linke richiede un’escursione di alta montagna. Il punto di riferimento principale è Peio Fonti / Peio Paese, collegato da strada al fondovalle.

Dal fondovalle si procede così:

  • con gli impianti di risalita da Peio Fonti si raggiungono Doss dei Cembri o Peio 3000, riducendo il dislivello a piedi;
  • dal Doss dei Cembri (circa 2.300 m) si segue il sentiero SAT 105 che sale al rifugio Vioz Mantova con tratti ripidi e qualche breve passaggio attrezzato;
  • dal rifugio si raggiunge la vetta del Monte Vioz e si traversa su nevaio fino al sito di Punta Linke, seguendo le indicazioni e, in stagione, la traccia predisposta;
  • in alternativa, da Peio 3000 si scende nella Val della Mite e si intercetta il percorso che risale verso il Brich fino a congiungersi al sentiero 105.

Senza utilizzo degli impianti l’itinerario diventa molto lungo e richiede una preparazione elevata. In ogni caso è fondamentale verificare condizioni dei sentieri, situazione del ghiacciaio e previsioni meteo, rivolgendosi alle strutture locali o alle guide alpine.

Parcheggi e impianti di risalita

Per l’escursione a Punta Linke si utilizza in genere il parcheggio di Peio Fonti, punto di partenza per cabinovia e funivia. Da qui si sale:

  • con la telecabina fino alla zona intermedia;
  • con seggiovia o funivia verso Doss dei Cembri o Peio 3000, a seconda della combinazione in funzione.

Orari e aperture degli impianti variano tra giugno e settembre. È utile consultare in anticipo i siti ufficiali degli impianti della Val di Peio, soprattutto se desideri completare l’anello rientrando da Doss dei Cembri con la seggiovia. Nei periodi di maggior afflusso è consigliato arrivare la mattina presto per trovare posto e gestire con calma i tempi di salita e visita.

FAQ: Punta Linke

L’escursione è classificata per escursionisti esperti. Il dislivello, la quota e il breve tratto su ghiacciaio richiedono allenamento, passo sicuro e abitudine all’alta montagna. Non è un itinerario adatto ai principianti.
Il sito apre in genere dalla prima domenica di luglio fino a inizio settembre, condizioni meteo permettendo. Gli orari tipici di visita sono tra le 11 e le 15. È consigliato verificare ogni anno le date precise presso il Museo di Pejo o il Rifugio Vioz.
La salita può essere effettuata in autonomia da escursionisti esperti, ma molte persone scelgono di affidarsi alle guide alpine o a visite organizzate dal Museo di Pejo. La guida è particolarmente utile per la gestione del tratto su ghiacciaio e per la lettura storico‑ambientale del sito.
Per ridurre il dislivello, il punto di partenza più comodo è Peio Fonti, utilizzando gli impianti fino a Peio 3000 e poi i sentieri che portano al Rifugio Vioz Mantova. Chi desidera un’escursione più lunga può salire a piedi da Peio Paese lungo il sentiero 105.
La quota elevata e la presenza di tratti su ghiacciaio rendono l’itinerario adatto solo a ragazzi già abituati alla montagna, accompagnati da adulti esperti o da guide. Per bambini più piccoli è consigliabile fermarsi a quote inferiori o scegliere percorsi alternativi nella Val di Peio.
Meteo Val di Sole
Oggi
Temp. Max (C): 7°
Temp. Min. (C): -4°
apr 02
Temp. Max (C): 11°
Temp. Min. (C): -2°
apr 03
Temp. Max (C): 13°
Temp. Min. (C): 0°
Previsioni Meteo Trentino


Scopri di più ...
43 risultati
Sacrario Militare Ossario Castel Dante, Rovereto
Castel Dante
Il sacrario della memoria
Lavarone - Forte Belvedere
Forte Belvedere Gschwent
La fortezza delle Emozioni
Trincee Nagià Grom
Trincee Nagià Grom
Vita di trincea
Forte Larino
Forte Larino
Una fortezza ben conservata
Cimitero austroungarico monumentale
Cimitero austroungarico monumentale
Una generazione falciata
Forte Luserna | © Foto Archivio Apt Alpe Cimbra
Forte Campo Luserna
Il primo bersaglio degli italiani
Val di Sole - Vermiglio - Forte Strino
Forte Strino
Alla scoperta della Guerra Bianca
Mausoleo Cesare Battisti
Mausoleo Cesare Battisti
Il maestoso mausoleo domina la città di Trento
Sacrario Militare Ossario Castel Dante, Rovereto
Castel Dante

Un luogo che celebra anonimi soldati e celebri comandanti

Leggi tutto ...
Lavarone - Forte Belvedere
Forte Belvedere Gschwent

Una fortezza austro-ungarica perfettamente conservata

Leggi tutto ...
Trincee Nagià Grom
Trincee Nagià Grom

La prima linea del fronte rivive attraverso un sorprendente percorso

Leggi tutto ...
Forte Larino
Forte Larino

Un bell’esempio di caposaldo in eccellente stato di conservazione

Leggi tutto ...
Cimitero austroungarico monumentale
Cimitero austroungarico monumentale

Una struttura di interesse architettonico dove ogni anno si svolge una cerimonia commemorativa

Leggi tutto ...
Forte Luserna | © Foto Archivio Apt Alpe Cimbra
Forte Campo Luserna

Il “padreterno” che resistette ai bombardamenti

Leggi tutto ...
Val di Sole - Vermiglio - Forte Strino
Forte Strino

Alla scoperta di uno dei principali Forti della Grande Guerra

Leggi tutto ...
Mausoleo Cesare Battisti
Mausoleo Cesare Battisti

Un’opera del veronese Ettore Fagioli, ispirata all’antichità romana

Leggi tutto ...