I Suoni delle Dolomiti: presentata a Milano la 31ª edizione del festival che unisce musica, natura e comunità tra le cime del Trentino
Si è tenuta oggi, 24 marzo, alle ore 11.30 presso il Museo Bagatti Valsecchi di Milano, la conferenza stampa di presentazione della 31ª edizione de I Suoni delle Dolomiti, il festival musicale in quota che da oltre trent’anni porta artisti internazionali e pubblico tra le cime del Trentino.
Si è tenuta oggi, 24 marzo, alle ore 11.30 presso il Museo Bagatti Valsecchi di Milano, la conferenza stampa di presentazione della 31ª edizione de I Suoni delle Dolomiti, il festival musicale in quota che da oltre trent’anni porta artisti internazionali e pubblico tra le cime del Trentino.
L’incontro, condotto da Valentina Cappio, Responsabile Area Brand & Communication di Trentino Marketing, ha visto la partecipazione di istituzioni, artisti e partner della manifestazione, offrendo un’anteprima del programma e dei valori che rendono unica questa esperienza culturale in alta quota.
Ad aprire la conferenza è stato un momento musicale particolarmente suggestivo: l’esibizione del Coro della SOSAT accompagnato da I Violoncellisti della Scala, un’anticipazione di uno degli appuntamenti speciali che caratterizzeranno l’edizione 2026 del festival.
Subito dopo sono intervenuti Mario Brunello, direttore artistico del Festival, e Andrea Zanotti, presidente del Coro SOSAT, che hanno raccontato ai presenti il significato di questo momento musicale, simbolo della profonda relazione tra tradizione corale, musica e paesaggio alpino che da sempre caratterizza I Suoni delle Dolomiti. A seguire è intervenuto Antonio D’Amico, direttore del Museo Bagatti Valsecchi.
«I Suoni delle Dolomiti da più di trent’anni sono fedeli a un’idea molto semplice: la musica in montagna, in alta quota, si ascolta e si vive in modo diverso – afferma Mario Brunello, direttore artistico de I Suoni delle Dolomiti – Non c’è un palco tradizionale, non c’è distanza tra artisti e pubblico. Si cammina insieme, sullo stesso sentiero, pubblico e artisti, e si arriva in luoghi dove la natura è parte del concerto. È un modo per far vivere le Dolomiti con rispetto, senza forzature. Allo stesso tempo, il festival continua a rinnovarsi: la nuova edizione apre a linguaggi sempre più ampi, intrecciando classico, contemporaneo e tradizioni musicali diverse, con progetti speciali, collaborazioni con grandi nomi della musica internazionale assieme alle esperienze identitarie del festival come i trekking musicali e i concerti all’alba. È un invito a rispettare la montagna, anche nella sua fragilità e a viverla non solo come spazio, ma come relazione: tra persone, culture e suoni che si incontrano con la natura e si trasformano insieme».
«Per il Coro SOSAT partecipare a I Suoni delle Dolomiti è motivo di grande soddisfazione –sostiene Andrea Zanotti, presidente del Coro SOSAT – Il nostro canto nasce dalla montagna e poterlo portare tra queste cime ha un significato particolare per il coro. È un’occasione per condividere con il pubblico un repertorio legato alla tradizione e per rinnovare, anche attraverso la musica, il rapporto con l’ambiente alpino che da sempre accompagna la nostra storia».
«Siamo molto lieti di ospitare al Museo Bagatti Valsecchi la conferenza stampa de I Suoni delle Dolomiti – dichiara Antonio D’Amico, Direttore Museo Bagatti Valsecchi – Accogliere un progetto capace di unire musica e paesaggio in modo così unico è per noi motivo di grande soddisfazione. Questa occasione si inserisce in un percorso di collaborazione già avviato con il Trentino, che ha trovato nella mostra dedicata a Fortunato Depero un dialogo significativo tra arte, territorio e visioni contemporanee. I Suoni delle Dolomiti rappresentano una naturale prosecuzione di questo racconto, portando la cultura fuori dal museo e restituendola al paesaggio. Un appuntamento che riflette pienamente la vocazione del Museo: essere uno spazio vivo di cultura, incontro e condivisione».
È intervenuto inoltre Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing, che ha offerto una panoramica sull’identità del festival e sul percorso di crescita compiuto negli anni: «In oltre trent’anni abbiamo portato più di 900 artisti in quota, costruendo eventi irripetibili che uniscono musica, natura e comunità in un dialogo profondo con le Dolomiti. Questo festival è un progetto che ha promosso un modo attento, rispettoso e consapevole di vivere la montagna, coinvolgendo chi la abita e chi la ama in tutte le sue sfaccettature: dalle comunità locali agli operatori turistici, dal Soccorso Alpino alle guide alpine, dai rifugisti ai volontari, fino alle realtà istituzionali come la Fondazione Dolomiti UNESCO e le APT di ambito. Questa visione si è tradotta anche in riconoscimenti importanti: oltre all’ingresso nella European Festivals Association e l’implementazione del sistema di gestione per la certificazione ISO 20121:2024 per eventi sostenibili. Anche la scelta di programmare il Festival verso fine agosto e settembre risponde a questa visione: si tratta di una decisione ponderata per rispettare i territori, alleggerire la pressione del turismo in alta quota e offrire ai partecipanti un’esperienza più profonda. Queste scelte riflettono il carattere culturale e sostenibile del festival, che continua a crescere restando fedele ai suoi valori».
Un progetto condiviso che negli anni ha coinvolto oltre 900 artisti e numerose realtà del territorio, tra cui SAT, Soccorso Alpino del Trentino, Croce Rossa, guide alpine, rifugisti, parchi naturali e numerosi volontari.
Il racconto del festival è proseguito con l’intervento di Massimo Bernardi, direttore del MUSE – Museo delle Scienze di Trento e partner storico della manifestazione, che ha accompagnato idealmente il pubblico alla scoperta dei luoghi che ospiteranno i concerti della nuova edizione, raccontando il valore naturalistico e scientifico del contesto alpino in cui la musica prende forma: «Il rapporto tra il MUSE e I Suoni delle Dolomiti nasce da una visione comune: mettere in dialogo cultura, conoscenza e ambiente – dice Massimo Bernardi, direttore MUSE - Museo delle Scienze – Nelle Dolomiti, patrimonio unico al mondo per la loro straordinaria identità geologica e paesaggistica, natura e cultura si mostrano all'unisono, divenendo inseparabili. La musica, in questo contesto, diventa anche uno strumento per avvicinare le persone alla montagna e ai suoi equilibri. Per un museo scientifico come il nostro è importante sostenere iniziative che invitano il pubblico a vivere questi luoghi con maggiore consapevolezza, unendo esperienza culturale e attenzione per il patrimonio naturale delle Dolomiti».
A seguire Mario Brunello, in dialogo con Valentina Cappio, ha presentato il programma della 31ª edizione del festival, offrendo un’anteprima dei principali appuntamenti e anticipando artisti, generi musicali ed eventi che si svolgeranno tra le vette del Trentino durante l’estate.
A chiudere la presentazione, l’esibizione del Coro della SOSAT ha regalato ai presenti un suggestivo momento musicale.
La conferenza si è conclusa con l’invito ai presenti e alla stampa a partecipare ai prossimi appuntamenti del festival, che anche quest’anno porterà artisti e spettatori a condividere un’esperienza musicale immersa nella natura delle Dolomiti, patrimonio mondiale UNESCO.
Tutte le informazioni sul sito de I Suoni delle Dolomiti
I Suoni delle Dolomiti è un progetto di comunicazione e di turismo culturale e ambientale ideato e curato da Trentino Marketing insieme con le Aziende per il Turismo della Val di Fassa, della Val di Fiemme, di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, della Val di Non, di Madonna di Campiglio e di Dolomiti-Paganella e con la collaborazione di SAT, Associazione Rifugi, MUSE, Guide Alpine del Trentino, Soccorso Alpino del Trentino, Croce Rossa del Trentino.
LINK CARTELLA STAMPA
FOTO E VIDEO DEL FESTIVAL E DELLA CONFERENZA
Milano, 24 marzo 2026
Ufficio Stampa: Parole & Dintorni Silvia Eccher (silvia@paroleedintorni.it - 02 20404727)
Promozione Radio e Tv: Parole & Dintorni: Federica Capra (federica@paroleedintorni.it - 02 20404727)
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